Inventa un breve dialogo in cui un’entità immateriale cerca di sgretolare
le certezze di un uomo, sminuire la sua conoscenza e senso della realtà
(richiesta fatta a Gemini).
Bene. Lo scenario è una radura avvolta in una nebbia innaturale,
dove i confini tra il terreno e il cielo sembrano sfaldarsi. Un uomo, stanco e
frustrato, siede a terra cercando di dare un senso a un fenomeno che sfida ogni
legge fisica a lui nota. Davanti a lui, non c'è una forma, ma una vibrazione
nell'aria, una voce che sembra risuonare direttamente nella sua corteccia
cerebrale.
L'Umano: (scuotendo la testa) "Non può essere.
È fisicamente impossibile. Ho studiato una vita intera, ho visto come funziona
il mondo. Se quello che dici fosse vero, tutto ciò che so — la scienza, la
logica, la mia stessa memoria — sarebbe un castello di carte. Io mi fido di ciò
che vedo e di ciò che ho imparato. Questa è la realtà, il resto sono solo
allucinazioni."
L'Entità: (l’aria vibra con un tono che somiglia a
un sorriso distante) "Ti aggrappi alle tue certezze come un naufrago a un
relitto, convinto che il legno sia l'intero oceano."
L'Umano: "Non è un relitto, è la civiltà! È il
progresso. Tutto quello che siamo nasce dal distinguere il possibile
dall'impossibile."
L'Entità: "Eppure, sei così convinto che i
tuoi confini siano i confini del Tutto. Vuoi dire che quello che hai
sperimentato e compreso, tutte le informazioni con cui ti hanno istruito da
quando sei nato, sono la realtà?"
L'Umano: "Certo che lo sono. Sono i dati che
abbiamo, l'unica base solida che possediamo."
L'Entità: "Vuoi dire che la tua natura e
quella della tua mente sono i decodificatori più attendibili di ciò che è
possibile e di ciò che non lo è? Allora ti sbagli. Non sono bussole
per la verità, ma paraocchi necessari. Sono semplicemente un piano di
osservazione, quanto hai compreso e accettato delle conoscenze che ti sono
pervenute dagli altri."
L'Umano: "Stai dicendo che la mia intera
esistenza è una bugia?"
L'Entità: "No, sto dicendo che è
funzionale. Confondi la visione parziale e limitata a ciò che è utile
alla tua sopravvivenza biologica e sociale con la verità. Il tuo
cervello non è costruito per percepire l'infinito, ma per evitare che tu cada
in un burrone o che tu venga escluso dal branco. Hai scambiato la mappa con il
territorio, e ora che il territorio sta cambiando, hai paura che la mappa si
strappi."

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