"Otto giorni prima che accada dovrò darne notizia.
Così mi è stato detto di fare.
Questo, tuttavia, posso già rivelarlo.
Un astro luminosissimo apparirà nel cielo e ogni uomo vedrà dentro di sé tutto il male che ha compiuto.
Molti rimarranno sgomenti e non riusciranno a sopravvivere a questa esperienza, al loro stesso senso di colpa.
I più malvagi, indifferenti al dolore causato, verranno invece assaliti dai demoni che per tutto il tempo sono stati loro accanto soltanto in forma spiritica.
Non ci sarà un modo ragionevole di spiegare tali eventi, eppure alcuni continueranno per un breve tempo a farlo, impauriti, imputandoli a fenomeni naturali e allucinazioni prodotte dal campo elettromagnetico generato dalla fusione delle due stelle di neutroni allora visibile.
Poi un nuovo evento metterà fine a qualsiasi speculazione e tipo di analisi; sarà una tempesta di radiazioni che annienterà ogni forma di comunicazione attraverso la tecnologia, creando così un caos terribile e aumentando in breve le separazioni già esistenti fra individui e comunità. Sarà l’inferno in Terra, non sarà davvero più possibile distinguere ciò che è reale da ciò che è soltanto immaginato.
Tutto mi è stato rivelato attraverso una visione che per molto tempo ho creduto fosse solo un sogno."
Così mi è stato detto di fare.
Questo, tuttavia, posso già rivelarlo.
Un astro luminosissimo apparirà nel cielo e ogni uomo vedrà dentro di sé tutto il male che ha compiuto.
Molti rimarranno sgomenti e non riusciranno a sopravvivere a questa esperienza, al loro stesso senso di colpa.
I più malvagi, indifferenti al dolore causato, verranno invece assaliti dai demoni che per tutto il tempo sono stati loro accanto soltanto in forma spiritica.
Non ci sarà un modo ragionevole di spiegare tali eventi, eppure alcuni continueranno per un breve tempo a farlo, impauriti, imputandoli a fenomeni naturali e allucinazioni prodotte dal campo elettromagnetico generato dalla fusione delle due stelle di neutroni allora visibile.
Poi un nuovo evento metterà fine a qualsiasi speculazione e tipo di analisi; sarà una tempesta di radiazioni che annienterà ogni forma di comunicazione attraverso la tecnologia, creando così un caos terribile e aumentando in breve le separazioni già esistenti fra individui e comunità. Sarà l’inferno in Terra, non sarà davvero più possibile distinguere ciò che è reale da ciò che è soltanto immaginato.
Tutto mi è stato rivelato attraverso una visione che per molto tempo ho creduto fosse solo un sogno."
Il dottore fermò l'immagine sullo schermo e si girò verso suo nipote.
«Queste sono le parole della veggente. Puoi crederci o non crederci.»
Il ragazzo allargò le braccia, rivolgendo perplesso i palmi verso l’alto.
«Be’!... Non ci credo.» disse.
«Quello che non sai e che io ho fatto parte della commissione dei quarantadue medici che è stata incaricata dalla curia di studiare le apparizioni… Sto parlando del 1963.»
Il vecchio si portò le mani ai capelli, poi strofinò la barba come per sottolineare l’importanza di ciò che aveva da dire.
«Ho potuto assistere da vicino a questa cosa, quando era ancora una bambina…» alludeva alla persona del documento video appena mostrato.
«Durante le estasi potevi vederla cadere all’indietro, irrigidita come una tavola di legno, sentire la testa e le ossa della schiena che sbattevano al suolo, spesso con violenza terrificante… E mai, dico mai, si faceva un graffio o procurava traumi.»
«Bah!...» commentò il ragazzo. «Avrà avuto delle grandissime doti da cascador.»
«Non dire idiozie! Ho voluto parlarti di questo per uno scopo preciso. Dobbiamo prepararci!... Le cose viste mi hanno davvero sconvolto ai tempi. Non era possibile spiegare gli strani fenomeni che riguardavano i corpi delle bambine durante le apparizioni. Da un punto di vista psicologico, sì, potevi farlo, potevi anche convincerti che c’era una spiegazione razionale, ma da quello fisico non era proprio possibile… Se sbatti la testa sul pavimento o su delle pietre, cadendo all’indietro a peso morto, ti procuri dei danni. Punto. Non c’è modo di evitarlo con l’allenamento o strani artifici. E ciò non avveniva mai, te lo assicuro. L’ho visto coi mie occhi! Negarlo è stato una codardia scientifica da parte di tutti quelli che come me lo hanno osservato e riosservato più volte durante quelle indagini.»
«Queste sono le parole della veggente. Puoi crederci o non crederci.»
Il ragazzo allargò le braccia, rivolgendo perplesso i palmi verso l’alto.
«Be’!... Non ci credo.» disse.
«Quello che non sai e che io ho fatto parte della commissione dei quarantadue medici che è stata incaricata dalla curia di studiare le apparizioni… Sto parlando del 1963.»
Il vecchio si portò le mani ai capelli, poi strofinò la barba come per sottolineare l’importanza di ciò che aveva da dire.
«Ho potuto assistere da vicino a questa cosa, quando era ancora una bambina…» alludeva alla persona del documento video appena mostrato.
«Durante le estasi potevi vederla cadere all’indietro, irrigidita come una tavola di legno, sentire la testa e le ossa della schiena che sbattevano al suolo, spesso con violenza terrificante… E mai, dico mai, si faceva un graffio o procurava traumi.»
«Bah!...» commentò il ragazzo. «Avrà avuto delle grandissime doti da cascador.»
«Non dire idiozie! Ho voluto parlarti di questo per uno scopo preciso. Dobbiamo prepararci!... Le cose viste mi hanno davvero sconvolto ai tempi. Non era possibile spiegare gli strani fenomeni che riguardavano i corpi delle bambine durante le apparizioni. Da un punto di vista psicologico, sì, potevi farlo, potevi anche convincerti che c’era una spiegazione razionale, ma da quello fisico non era proprio possibile… Se sbatti la testa sul pavimento o su delle pietre, cadendo all’indietro a peso morto, ti procuri dei danni. Punto. Non c’è modo di evitarlo con l’allenamento o strani artifici. E ciò non avveniva mai, te lo assicuro. L’ho visto coi mie occhi! Negarlo è stato una codardia scientifica da parte di tutti quelli che come me lo hanno osservato e riosservato più volte durante quelle indagini.»
«Okay! Senti…» disse il ragazzo. Tredici anni erano ancora un po’ pochini
per stare dietro a certi discorsi del nonno. «cosa dovrei farmene di tutto
questo?»
«Non lo so, ma, vedi?!... Comincio così a spiegarti perché da questa sera non potrai più andare ai pigiama party o a mangiare la pizza coi tuoi amichetti.»
«No! Aspetta!! Me lo avevi promesso!!! Guarda che roba ti sei inventato per…» si lamentò il ragazzo.
«Inventato?!» lo interruppe il vecchio.
«Non volevo spaventarti subito, ma visto che hai dei dubbi...: Sentiamo che dicono di questo i tuoi genitori appena tornano a casa.» e scostò una tenda per mostrargli il cielo.
Un nuovo, luminosissimo e incredibile astro era apparso accanto alla Luna.
«Questa sera non esci!» disse.
«Non lo so, ma, vedi?!... Comincio così a spiegarti perché da questa sera non potrai più andare ai pigiama party o a mangiare la pizza coi tuoi amichetti.»
«No! Aspetta!! Me lo avevi promesso!!! Guarda che roba ti sei inventato per…» si lamentò il ragazzo.
«Inventato?!» lo interruppe il vecchio.
«Non volevo spaventarti subito, ma visto che hai dei dubbi...: Sentiamo che dicono di questo i tuoi genitori appena tornano a casa.» e scostò una tenda per mostrargli il cielo.
Un nuovo, luminosissimo e incredibile astro era apparso accanto alla Luna.
«Questa sera non esci!» disse.
Il ragazzo restò con il naso incollato al vetro.
Non era una stella. Non brillava come le altre: era più vicina, pulsava, come se respirasse.
«È… enorme» mormorò.
Il nonno annuì, ma non staccava gli occhi dall’astro. «Enorme e fuori posto. È lì da meno di un’ora. Prima, in tutta la mia vita, non l’ho mai visto.»
Un silenzio strano avvolse la stanza. Nessun frinire di grilli da fuori, niente traffico lontano.
Il ragazzo, cercando di sdrammatizzare, disse: «Magari è una di quelle… stazioni spaziali nuove. Ne fanno sempre di più.»
Il nonno lo guardò come si guarda un cucciolo che ha appena messo la zampa in una trappola.
«Se fosse una stazione, credi che io ti vieterei di uscire? No. Questa è una chiamata.»
«Chiamata?»
«Qualcuno, o qualcosa, ha appena bussato alla porta del nostro pianeta. E quando bussano… io so chi risponde.»
Mentre parlava, una luce più intensa del sole illuminò la cucina per un secondo, seguita da un boato lontano. Il ragazzo fece un passo indietro.
Il nonno gli posò una mano sulla spalla.
«Ecco, hanno aperto.» disse.


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